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Postato da il 26 mag 2012 in Notizie | 0 comments

Gianni a Monti: “Subito il monitoraggio in Sicilia per prevenire il rischio sismico”

Siracusa,  26 maggio 2012 - L’On. Pippo Gianni, ha depositato ieri una interrogazione urgente a risposta scritta al presidente del Consiglio Mario Monti, sulla questione del rischio sismico in Sicilia.

“Il terremoto che ha colpito, in forma più dura, le provincie di Ferrara e Modena scrive il parlamentare di Cantiere Popolare –  ha lasciato il suo strascico di morti e di danni. Tra gli effetti del terremoto, si è registrato, inaspettatamente, il crollo di alcuni capannoni industriali che hanno portato, in un caso specifico, alla morte di quattro lavoratori”.
“ Oltre ai danni alle abitazioni e al patrimonio storico e architettonico di questo territorio – si legge ancora nella interrogazione –  ha suscitato parecchia perplessità la mancanza di adeguate misure antisismiche in molte strutture adibite a cicli produttivi; ancora una volta, anche se con un numero minore di vittime, si è potuto registrare il ritardo, in termini di sicurezza, che caratterizza buona parte del nostro patrimonio abitativo e, in questo caso, lavorativo”.
L’on. Gianni, quindi, interroga il Presidente del Consiglio per sapere: “se non si ritenga necessario e improcrastinabile intervenire, anche attraverso appositi atti normativi, al fine di accertare e ripristinare, nel caso, i livelli di sicurezza antisismica, non solo nelle aree più a rischio, di tutti gli edifici pubblici e privati esistenti nell’intero territorio nazionale affinché non si continui a piangere “lacrime di coccodrillo” per gli effetti e le vittime procurate dai terremoti senza che si sia fatto niente di serio per evitare tante tragedie”.
Aggiunge quindi Pippo Gianni: “Se non si ritenga, su tale necessità, urgente attivare un confronto con tutti gli Enti locali e Regionali affinché si diventi operativi in tempi rapidi per avviare un monitoraggio serio, a cui deve seguire ovviamente la messa in sicurezza, sulla situazione degli stabili, sia abitativi che commerciali, in tutto il territorio nazionale, dando in questo caso priorità alla Regione Sicilia che come è noto è un territorio al 90 per cento a rischio di terremoti (ben 356 Comuni su un totale di 390!)”.

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